Rai 3

29 ottobre La repubblica del bunga bunga

Agorà, Talk

David Becchetti, Maurizio Malabruzzi e Riccardo Zambon, in studio prima della diretta

Domani ad Agora’ si parla del caso Berlusconi-Ruby. Solo una storia di gossip o un problema per il Paese? Lanfranco Pace, Il foglio, Conchita Sannino, La Repubblica, Angela Azzaro, Gli Altri, Marco Lillo, Il fatto quotidiano, Gianluigi Nuzzi, Libero, in collegamento da Milano.

Nella seconda parte di Agorà, si parlerà di pensioni con il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, in un faccia a faccia con Andrea Vianello.

Lo spazio dell’approfondimento è invece dedicato all’emergenza Campania, con un reportage dalla terra che, sotto la minaccia continua della possibile nuova eruzione del Vesuvio, e’ oggi sulle cronache nazionali per le rivolte contro lo sversamento dei rifiuti nel parco nazionale nato a tutela del vulcano di Napoli. Ne parlano in studio: Clemente Mastella segretario dei Popolari per il Sud, il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, Giulio Zuccaro, professore della Scienza delle costruzioni e ‘Teoria delle strutture 2’ alla facoltà di Architettura dell’universita’ Federico II di Napoli.
La puntata

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1 Commento su La repubblica del bunga bunga

  1. Sto guardando la trasmissione e mi si ripresentano dei pensieri che ultimamente mi trovo a fare spesso:
    è un fatto politico o di gossip?
    C’è una dualità di atteggiamenti e di ragioni egualmente giustificate, espressa anche dagli ospiti in studio:

    1) Se da una parte è ragionevole la posizione dell'”occuparsi di cose più serie” mi trovo anche a chiedermi:
    – La stampa schierata col Presidente del Consiglio tratterebbe queste notizie se non venissero riportate prima dalla stampa di opposizione, e in che modo? Per me non lo farebbe proprio.
    – La stampa non schierata cosa dovrebbe fare a giudizio dei suoi detrattori? Dato che ormai si moltiplicano le situazioni in cui l’interesse privato del Presidente si manifesta in azioni fondamentalmente contrarie alle regole allora per “assuefazione” alla particolarità e alla simpatia del personaggio occorrerebbe ridimensionare o tacere situazioni che prese singolarmente creerebbero scandali epocali in altri paesi forse più democratici?
    – Ma se la Merkel ne facesse solo una delle gaffes o delle scappatelle del ns. Presidente la cosa non si trasformerebbe comunque subito in un problema politico?
    Il fatto che queste situazioni si ripetano non le rende a mio avviso meno gravi o meno importanti: mi preoccupa invece anche che la divisione per schieramenti dei media porti a valicare i liti deontologici della professione nel riportare o a svalutare il fatto di cronaca.
    Ricordo un’inchiesta giornalistica di qualche anno fa in Norvegia (credo) sulle bollette telefoniche della classe dirigente in cui risultò che due ministri della repubblica erano semplicemente in arretrato con i pagamenti. Questo portò alla dimissione dei due ministri: come verrebbe giudicato questo atteggiamento da noi, nella repubblica dei Cosentino? Due deficienti? Hanno tradito la volontà popolare che li aveva messi al governo?
    Si è persa completamente la dimensione etica dell’investitura del potere connessa alla carica pubblica. E vedo Ministri dello Stato esprimersi a livello quasi personale in modo cafone e indegno su altre parti e branche dello Stato, dimenticando il contegno che deve essere connesso alla Carica istituzionale, per difendere interessi estranei alla collettività. O vedo chi non molla la potrona nemmeno a schiaffi, o chi ha doppio incarico e trascura entrambi, o pregiudicati legiferare, o altre cose italiane, che oramai dovremmo anch’esse considerare “tipiche” a detta di certa stampa… quasi pittoresche e divertenti!
    Oltre alla legittimazione che viene dall’investitura popolare espressa nel voto, che è tema e giustificazione cara a questa classe dirigente, c’è anche la questione della fedeltà al giuramento espresso alla nomina del parlamentare, del Ministro di turno o dello stesso Presidente del Consiglio. Oltre allo semplice spergiuro anche, nel caso in cui l’interesse privato o il favorire interessi terzi (specie se stranieri – e non mi riferisco a Ruby), contrasti in modo continuativo con le mansioni e i compiti di questi rappresentanti della volontà popolare e vadano soprattutto a danno della collettività e alla lunga del Paese stesso, davvero non è possibile ipotizzare in casi estremi il reato di tradimento?

    2) Da un’altra parte condivido la posizione pragmatista del giornalista israeliano, ci sono altre cose più preoccupanti che tutto questo gossip mette in secondo piano. Lui citava il commercio con l’Iran, per me c’è dell’altro…
    E’ vero che queste cose il Potere le ha sempre fatte e potute fare, e raccomandazioni, veti e censure erano all’ordine del giorno al tempo della dirigenza DC, ma è anche curioso vedere come la stampa “di opposizione” riesca oggi puntualmente a scoprire e denunciare tali fatti mentre prima la notizia non passava e non usciva nemmeno dalle stanze del potere. Se questo avvenga perchè sono maggiori gli interessi economici legati alla spifferata o se perchè l’agone politico si è trasferito in toto nel campo dei media io non lo so: o è solo il progresso?
    Certo è che l’operato dei lombi del Capo (di cui per età e tempi tecnici dubito) è di interesse commerciale, ed è interesse Suo e del suo staff che a livello di immagine e di “marketing politico” rimanga attivo e di buon livello: fa audience a fa guadagnare anche qualche punto di consenso (senza parlare della soddisfazione a livello della modifica dell’immaginario collettivo). A parte le ovvie considerazioni sulla sfera di privacy che va rispettata mi chiedo quante tra queste notizie che puntualmente “passano”, quante siano imboccate ad arte per fare sparlare media e opinione pubblica di queste facezie, coprendo il commento e la considerazione di altre situazioni forse più importanti.
    Vedremo i conti dello Stato a fine legislatura e vedremo se valeva la pena e a chi interessava parlare di minorenni e di scandali morali; se viceversa questi “esperimenti di fascismo” sono per tastare continuamente il polso a una società che sta cambiando e che viene effettivamente modificata attraverso i media giorno per giorno, allora faremmo meglio a preoccuparci.

  2. matteo il 29 ott 2010 alle 9:39

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