Rai 3

25 novembre L’Italia sul tetto del fondo

Agorà, Talk

La crisi economica è sempre più pressante. Mentre la politica stagna, e si sofferma su un dibattito che sembra essere fuori dal presente del Paese, la protesta sale sui tetti. Gli italiani costretti ad arrangiarsi? Oggi, ad “Agorà”, ne discutono il senatore della Lega Nord Massimo Garavaglia, Umberto Guidoni esponente di Sel, il senatore del Pd Tiziano Treu, il senatore del Pdl Lucio Malan e Massimo Calearo deputato del Gruppo Misto, Mario Adinolfi, direttore di The week, settimanale dedicato agli under 40.


Nella seconda parte del programma, lo spazio all’approfondimento è dedicato al nucleare. Quale energia? Una risorsa o una minaccia per il Paese? Ne discuteranno con Andrea Vianello, il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia Stefano Saglia, il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, Vincenzo Balzani docente di chimica all’Università di Bologna, Franco Battaglia docente di chimica ambientale all’Università di Modena.
La puntata

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7 Commenti su L’Italia sul tetto del fondo

  1. Il morbo infuria il pan ci manca sul ponte sventola bandiera bianca…
    E loro stanno discutendo di come fare per immobilizzare la magistratura che, giustamente, li persegue… Fermate il mondo voglio scendere.

  2. Antonella Bartoli il 25 nov 2010 alle 7:42
  3. on.maran voi della destra non potete criticare gli studenti che non rispettano la legge, peche’ ce qualcuno che da anni attacca gli organi dello stato presidente della repubblica, corte costituzionale ecc

  4. fabrizio il 25 nov 2010 alle 8:46
  5. un commento all’esponente della Lega: sarà anche vero che in Italia c’è carenza di laureati in materie scientifiche, ma allora perché quelli che ci sono, più che qualificati, sono costretti ad emigrare comunque per trovare un impiego degno? Io sono laureata in materie umanistiche e ormai me ne sono fatta una ragione, ma mio marito è un ingegnere elettronico con grandissima esperienza nel suo settore, e viviamo ormai da cinque anni all’estero proprio per motivi di lavoro. Per quanto vorremmo tornare a vivere in Italia e crescere a casa nostra la nostra bambina, non riusciamo a vedere alcuna prospettiva concreta.

  6. Cristina il 25 nov 2010 alle 8:50
  7. potete dire un paio di cose da parte mia a Garavaglia, sempre se vi và..
    1 – i bidelli prendono lo stipendio in media di 900euro(NOVECENTO) per 36 ore lavorative, gli straordinari non sono pagati ma dati come ferie; i professori lavorano 18 ore settimanali e ne prendono di media 2000euro al mese (duemila)…. forse al nord è diverso
    2 – se continuano a tagliare gli investimenti sull’istruzione le materie scientifiche ce le scordiamo anche al nord.. oppure hanno un canale privilegiato…

  8. EVA il 25 nov 2010 alle 8:55
  9. un’altra cosa: la seconda laurea Garavaglia l’ha presa con la riformaccia Berlinguer, crediti etc., ma mica gli ha fatto schifo prenderla lo stesso…

    Ci volete tutti ignoranti e pecoroni, pronti ad essere schiavizzati sul lavoro per mancanza di alternative…

    dovremmo tutti salire sui tetti…

  10. EVA il 25 nov 2010 alle 8:58
  11. Sono uno studente romano.
    Vorrei chiedere ai signori del governo per quale motivo gli istituti privati sono del tutto esenti dal piano di tagli deciso dal ministero.
    (Consiglierei a lor signori di rileggere il discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola nazionale del 1950)
    Ciò che state facendo, giustifica, anzi legittima, la protesta.

  12. Federico il 25 nov 2010 alle 9:25
  13. Il nucleare è stato messo da parte in Italia con un referendum, e questo dovrebbe dirla lunga sulla considerazione che l’attuale governo ha dell’opinione degli italiani. Tralasciando tutte le obbiezioni di carattere tecnico, cioè la difficile individuazione dei siti di costruzione delle centrali, la difficilissima individuazione dei siti di stoccaggio dei rifiuti radioattivi e la relativa pericolosità degli impianti, vorrei che non ci si dimenticasse che non siamo in Svezia, siamo in Italia. Come possiamo fidarci di noi stessi e di coloro che saranno chiamati a gestire l’intero processo di costruzione, manutenzione, gestione, reclutamento del personale, smaltimento di rifiuti? Siamo in un paese che costruisce case dello studente e ospedali con cemento depotenziato, siamo il paese che non costruisce i termovalorizzatori in Campania perché non ci si riesce a mettersi d’accordo con la spartizione degli appalti, siamo un paese corrotto e purtroppo non lo dico per qualunquismo. Come facciamo a fidarci che tutto verrà costruito e gestito a regola d’arte? Il nucleare potrebbe essere una mano santa, ma noi non siamo in grado di gestirne il processo.

  14. Roberto Settimj il 25 nov 2010 alle 9:48

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