Rai 3

14 marzo Nucleare: la grande paura

Agorà, Talk

Anche oggi ci occupiamo del catastrofico terremoto, seguito da maremoto, che ha colpito il Giappone. La situazione della centrale nucleare di Fukushima è critica e altre centrali del paese sono sotto osservazione. Un’occasione per riflettere sulla scelta nucleare nel nostro Paese e su scala planetaria. Ospiti in studio: Ermete Realacci, Responsabile Green economy del PD, Carlo Ciccioli, deputato Pdl, vicepresidente della Commissione Affari Sociali, Mario Tozzi, geologo, ricercatore del Cnr e divulgatore scientifico, Valerio Rossi Albertini, fisico, ricercatore del Cnr, Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale, Paolo Longo, giornalista del TG1, in collegamento da Tokyo.

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4 Commenti su Nucleare: la grande paura

  1. un amico è stato nel centro italia in una zona dove deve essere costruita una centrale nucleare.è stata picchettata la zona di costruzione con rischio sismico 2 mentre tutto intorno è rischio 4.8.mi auguro non sia vero!!

  2. g.franco il 14 mar 2011 alle 8:59
  3. La catastrofe umanitaria, tecnologica ed economica in Giappone, deve far pensare a come fare le scelte giuste e a cercare alternative per avere un sistema di sviluppo sostenibile, compatibile con il benessere e la sicurezza della popolazione.

  4. Paolo S il 15 mar 2011 alle 1:08
  5. Fermo restando che in Campania esiste una centrale nucleare abusiva; dismessa dopo il referendum, che non figura neanche nelle mappe castali, e questo la dice lunga sulla fiducia che i cittadini devono riporre nelle istituzioni; esistono altre forme di energia. Sulla fusione fredda non si è mai investito abbastanza e non ci si è mai creduto, in ogni caso si parla solo di eolico e solare ma di motori magnetici e gassificatori non si parla mai, come se queste tecnologie, efficienti, economiche, poco invasive e sicure, non esistessero. Perché?

    Tratto da Wikipedia (Incidente di Cernobyl)

    .:Stime recenti
    A tutto il 2010, secondo il Center for Russian Environmental Policy in Mosca e Institute of Radiation Safety, in Minsk, Bielorussia, pubblicato dalla New York Academy of Sciences, il conto della mortalità totale è di 1 milione di persone.
    ————————————————————————————————————————

    DIBATITO SUL NUCLEARE

    L’Onorevole Buttiglione dell’U.D.C. (Unione dei Democratici di Cristiani e di Centro) e l’Onorevole Salvini della Lega Nord, questa mattina (15 Marzo 2011) alla trasmissione Omnibus in onda su La7, dicono che secondo loro ci sono state più vittime per incidenti legati all’energia idroelettrica che non al nucleare e paragonano l’incidente nucleare in Giappone e quello del 1986 di Cernobyl ad incidenti ferroviari o alla catastrofe del Vajont. Fermo restando che sull’incidente del Vajont i geologi si espressero dichiarando apertamente la possibilità di pericolose frane, e non furono ascoltati, il paragone mi sembra quanto meno inopportuno se non addirittura demenziale. Questi incidenti infatti, per quanto gravi, si collocano in un arco temporale circoscritto al momento in cui avvengono e non hanno nessun effetto a lungo termine sul territorio ne rischiano di contaminare aree limitrofe rimanendo circoscritti all’area interessata. Le ricadute sulla salute umana sono minime e spesso legate all’inalazione di polveri che possono causare malattie respiratorie. Le conseguenze di un incidente nucleare, sono legate soprattutto alla ricaduta radioattiva, cioè di quella radioattività rilasciata nell’aria e che inevitabilmente torna a depositarsi al suolo, spesso a chilometri di distanza mettendo in pericolo anche aree non interessate dall’incidente come successe per l’incidente di Cernobyl. Questa ricaduta radioattiva ha poi delle conseguenze che si propagano nel tempo, il cesio-137 infatti contamina la parte superficiale del terreno e venendo assorbito da funghi e piante rischia di entrare a far parte della catena alimentare con conseguenze devastanti anche sulla fauna locale. La radioattività è quindi certamente trasportata dai venti ed è già per questo imprevedibile, ma in maniera minore anche da fauna migratoria che potrebbe contaminare altre specie predatorie. Un incidente nucleare, per quanto raro possa essere, può contaminare vastissime aree ed avere conseguenze prolungate nel tempo di decine di anni danneggiando interi ecosistemi, dagli organismi più semplici a quelli più complessi come l’uomo. La mutazione genetica che deriva dal massiccio assorbimento di radiazioni, produce indubbiamente, generazioni con evidenti stati di alterazione del genoma trasmettendo il danno anche a generazioni future. Non credo per tanto che i vari incidenti, idroelettrici, ferroviari, aerei, alluvionali e quant’altro possano anche solo lontanamente essere paragonati ad un incidente nucleare. Chi afferma il contrario non tiene conto di dati scientifici oggettivi che, basandosi sull’esperienza, sono alla base del metodo scientifico che partendo dalla teoria ne dimostra l’ipotesi con la pratica e la pratica ci dice che le centrali nucleari non sono sicure.

  6. Daniele il 15 mar 2011 alle 8:57
  7. inanzi tutto vorrei sottolineare che per quando mi riguarda la festa di ieri poteva essere evitata, perlomeno rimandata visto quello che e successo in giappone, ma probabilmente questo non interessa quasi a nessuno.
    poi vorrei spendere due parole per la signora DIGIROLAMO, cara signora vorrei invitarla e lei e ai suoi amici politici di evitare di parlare di cose di cui ignorate l’esistenza, parlo di nucleare.
    lei si dice favorevole al nucleare senza conoscere ne le problematiche che esso può comportare ne i reali vantaggi.
    per cui le chiederei a nome dell’italia parli di altro che e meglio.
    io non capisco perche in questi programmi si continua a far venire gente ignorante, più non si sanno le cose e piu si a la presunzione di poterne parlare.
    se fate venire gente esperta sei fisici magari come per esempio CARLO RUBBIA per citarne qualcuno vi spiegherà quando il nucleare non conviene, non solo per i pericoli, vorrei ricordare alla sig.DIGIROLAMO che l’italia e un paese a rischio sismico prorpio come lo e il giappone e che un disastro come quello può accadere anche in italia con conseguenze molto peggiori vista la scarsità degli edifici.
    ma il problema e che oltre al pericolo vista L’MPOSSIBILITà di controllare l’elemento come l’uranio o il plutonio, e ripeto IMPOSSIBTA di controllarlo vista la sua elevata instabilità, e anche un fatto economico.
    per realizzare e mettere in funzione una centrale nucleare in teoria ci vogliono 10 anni, in italia credo molti di più visto chi abbiamo al governo, DIGIROLAMO è un esempio, per ammortizzare i costi ci vogliono dai 30 ai 40 anni, mi spiegate dove è il guadagno? me lo spieghi il ministro digirolamo.
    e poi non ve ne venite con la solita storia che la Francia e altri paesi a noi vicini hanno il nucleare perchè e una storia vecchia.
    se volete parlare di cose serie invitate gente con una certa cultura ed esperienza in materia non persone come la DIGIROLAMO che non serve nemmeno a fare il bucato e con le sue idiozie crea solo confusione ad un popolo gia confuso di suo

  8. salvatore il 18 mar 2011 alle 9:06

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