Rai 3

30 maggio Poveri ma spenti

Agorà, Talk

L’Italia è il fanalino di coda dell’Ue. Nel nostro Paese il Pil è in picchiata, non c’è crescita e a questo si aggiungono circa due milioni di giovani disoccupati, la mancanza di lavoro soprattutto al Sud e un italiano su quattro è povero. Questa è la sconsolante fotografia che fa di noi l’Istat. Un Paese alla resa dei conti? Ne parliamo con Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Luisa Todini, imprenditrice, Domenico De Masi, sociologo, i giornalisti Enrico Cisnetto e Mario Calabresi.

Tags: , , ,

1 Commento su Poveri ma spenti

  1. L’Italia sembra davvero disastrata,specie se la si confronta con altri paesi europei più seri,più organizzati,più produttivi,più inclini a curare le strategie. L’Italia si è sollevata sui sacrifici di gente abituata da tempo a vivere di poco e sulla facile individuazione di opportunità imprenditoriali da parte delle imprese private, peraltro stimolate notevolmente dalla programmazione e dalle provvidenze pubbliche. Pare che in Italia sia successo quello che succede alle famiglie benestanti sorte su iniziative e notevoli sacrifici dei genitori: chi li segue,ritiene,in genere, di poter vivere di rendita, di immaginare che la macchina possa procedere tranquillamente da sola e allo stesso ritmo. Si è ritenuto inoltre, nel pubblico e nel privato, che fosse tempo di gratificare se stessi e che ci fosse pur sempre ,in caso di difficoltà, la possibilità di attingere alle tasche di chi lavora e produce. L’ultima intelligente, agevole,infallibile trovata di chi cura i conti dello Stato e l’allineamento obbligato alle direttive europee è stata quella di inforcare le forbici per fare tagli indiscriminati sulla spesa pubblica, senza starsi a scervellare su problemi di scelte, che sarebbero state contestate proprio da parte dei beneficiari della spesa improduttiva e parassitaria, utilissima per uno zoccolo duro di consensi elettorali. Tremonti, pur scalpitando si è tranquillamente e intelligentemente adeguato per non correre il rischio di porsi fuori gioco. Questa sembra essere la realtà. Hanno ragione Mario Calabresi e l’imprenditrice Todini, molto meno il sociologo De Masi che legge i numeri a modo suo, pur sapendo bene che ci sono altri modi più virtuosi e stimolanti, di cui l’Italia ha URGENTE BISOGNO.

  2. Nicolag il 30 mag 2011 alle 7:58

Scrivi un commento

Calendario

maggio: 2011
L M M G V S D
« apr   giu »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031