Rai 3

27 settembre Crisi: import o escort?

Agorà, Talk

Mentre si spengono gli echi dell’intervento di monsignor Bagnasco, presidente della CEI, in attesa della discussione nell’aula di Montecitorio per la vicenda del ministro delle politiche agricole Francesco Saverio Romano, oggi sono in primo piano le vicende giudiziarie del premier in relazione a Tarantini e Lavitola, mentre è sempre in bilico la tenuta della maggioranza. Di sfondo rimane sempre la crisi economica, e i suoi risvolti finanziari che analizzeremo in un approfondimento dedicato alla Borsa e alle reciproche influenze con la politica.
Ospiti della prima parte: Alfredo Mantovano, Pdl, Sottosegretario all’Interno, Paolo Gentiloni, deputato Pd, Guidobaldo Guidi, presidente Ducati Energia, Antonio Noto, IPR Marketing e i giornalisti Lanfranco Pace e Ritanna Armeni.
Ospiti dell’approfondimento: Luigi Casero, Pdl, Sottosegretario all’Economia, Francesco Boccia, deputato PD, Sebastiano Barisoni, Radio 24, e Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori.

Tags: , , ,

2 Commenti su Crisi: import o escort?

  1. Gentile Dottor Vianello,
    lei ha in trasmissione un Signor Sottosegretario
    all’Interni, capace di sottomettere anche il Presidente
    del Consiglio qualora la situazione fosse obiettivamente
    contro il consenso o la possibilità popolare.
    Ricordo ancora come fece fronte al problema degli immigrati
    in Puglia “scaricati” da Berlusconi in Puglia e la reazione
    di Mantovano, che portò appunto il Premier a retrocedere
    sui suoi passi.
    Detto questo, quello che ha poc’anzi detto il Sottosegretario
    è reale e concreto: non avete idea di quello che ha combinato
    e combina ancor oggi il Presidente endola e la sua giunta
    in Puglia.
    Fatevi spiegare bene la situazione da uno che ci sta dentro
    e faceva anche il magistrato.
    In Puglia si stanno verificando scandali continui nell’
    ambito sanità con chiusure di reparti in barba ai malati
    ed all’opinione popolare, e per quanto riguarda le energie
    rinnovabili c’è lo scandalo del fotovoltaico selvaggio
    che sta oltraggiando, distruggendo e inginocchiando il paesaggio
    e l’agricoltura pugliese.
    Questo è Vendola e la sua giunta in PUglia.
    Parlatene, tanto è tutto costantemente nelle televioni
    e sulle testate giornalistiche locali.

  2. Francesco il 28 set 2011 alle 6:29
  3. Spett.le Dott. Vianello, leggendo le cronache di questi giorni si avvertono le paure e le tensioni derivanti dai segnali di cedimento del sistema finanziario del nostro Paese.
    Tralasciando l’eterno dibattito sui costi delle Politica e in generale dello Stato, il problema maggiore è costituito senz’altro dall’evasione che, rubando molta parte del gettito, costringe il Governo ad accanirsi contro quelle categorie di cittadini che fanno già il loro dovere pagando totalmente le imposte.
    Un ricorrente appello della Presidente di Confindustria è quello di trovare un modo per diminuire le imposte dirette attraverso l’aumento di quelle indirette.
    Per provare a superare questo problema come pure gli altri mille che tutti i Governi hanno sempre incontrato nelle manovre di recupero dell’evasione, si può sviluppare una proposta che mira a semplificare queste annose questioni.
    Partendo dal presupposto che, le uniche aziende in Italia obbligate a rispettare le regole basilari del sistema finanziario, economico e fiscale sono le Banche, la soluzione potrebbe essere trovata nella tassazione delle operazioni di movimentazione di contante reale.
    Le operazioni di pagamento “in nero” sono effettuate in gran parte con denaro contante; quindi, tassando la movimentazione della moneta, si arriverebbe a tassare indirettamente anche tali transazioni.
    Infatti il contante frutto di evasione che fluttua nel mercato, prima o poi viene depositato in Banca, molto spesso su rapporti di familiari o prestanome.
    La proposta mira ad introdurre, dopo un periodo iniziale di pochi mesi che consenta ai cittadini di prelevare i soldi dalle cassette di sicurezza e depositarli in Banca, una supertassa del 5%.
    Trascorso un anno si potrebbe aumentarla fino al 10% in modo che, pur in presenza di elusione, comunque ci sarebbe meno perdita di gettito, considerato che sommando la tassa sul prelievo e versamento si pagherebbe una imposta totale del 20%.
    Esempi:
    – versamento € 1.000 contante su Conto Corrente: accredito € 900 + Imposta Sostitutiva € 100
    – prelievo € 1.000 contante da Conto Corrente: addebito € 1.000 + Imposta Sostitutiva € 100
    In questo modo i cittadini, per non pagare la supertassa, eviterebbero di pagare in nero, obbligando la controparte a rilasciare la ricevuta fiscale.
    Si attiverebbe di conseguenza un meccanismo virtuoso a catena, che causando l’emersione del sommerso, farebbe aumentare il PIL.
    Il fondo derivante dalla supertassa sul nero potrebbe essere interamente destinato all’abbattimento del debito e quindi nella stessa proporzione alla diminuzione, di anno in anno, delle imposte IRPEF e IRAP.
    Attuando questi vincoli di bilancio, le famiglie avrebbero gradualmente più soldi da spendere, e quindi di nuovo si avrebbe crescita del PIL e sviluppo.
    Per i riottosi oppure per i disonesti, che, per fare opposizione alla riforma, citassero ad esempio la classica vecchietta in difficoltà fra Bancomat, Carte di Credito e Assegni, si potrebbe spiegare che nessuna di queste vecchiette è tanto scema quanto vogliono far credere, e comunque se alla fine della fiera ci fossero pensioni più pesanti, allora tutte le opposizioni cadrebbero, incassando pure la benedizione delle stesse vecchiette.
    A questo punto c’è da considerare l’ostacolo più serio: i Commercianti.
    Bisogna comunque partire dal presupposto che questa è la categoria che più spesso evade, ma, accantonata tale costatazione, basterebbe consentire ai Commercianti di agire essi stessi come sostituti d’imposta, e quindi fare pagare la supertassa sulle transazioni in contanti agli evasori con tasche piene di contante da spendere (un po’ come avviene per l’IVA).
    L’idea è molto semplice: se un cittadino è onesto e usa i mezzi di pagamento tracciabili, non avrà nessun impatto fiscale.
    Diventerebbe difficile opporre resistenze, poiché chi lo facesse potrebbe essere additato come il difensore dei privilegi degli evasori.
    Se poi per una volte l’Italia fosse la prima ad attuare una simile riforma, probabilmente tutto il resto d’Europa potrebbe seguirla, con ovvio beneficio d’immagine e credibilità.

    Tutto questo ragionamento poggia sull’evidenza che nel nostro Paese limiti e regole (ad esempio il divieto di usare il contante per pagamenti sopra i 2.500€) sono fatti unicamente per essere infranti.
    Chi può dire di non aver mai pensato “sarò mica così scemo da pagarci sopra l’IVA?”.
    Quello che mai nessuna legge è riuscita e riuscirà a fare, magari potrà farlo un altro ennesimo balzello?
    Probabilmente si visto che gli Italiani sono noti per considerarsi un popolo di furbi.
    Il problema è che se tutti sono furbi, e i Pirla che rimangono a pagare sono sempre meno, si rischia proprio di andare a fondo!
    In sostanza a mali estremi, solo estremi rimedi, se vogliamo ancora pensare di dare un futuro decente alle prossime generazioni.
    Ma questa forse è solo utopia………………..

    In fede.

    Gianluca Franzoni (Padova)

  4. gianluca franzoni il 28 set 2011 alle 7:59

Scrivi un commento

Calendario

settembre: 2011
L M M G V S D
« ago   ott »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930