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2 novembre Gli ultimi giorni di Pompei?

Agorà, Approfondimento, Talk

Pompei crolla. Investitori francesi vorrebbero sponsorizzare i lavori di restauro, ma ci chiedono garanzie come fossimo un Paese in via di sviluppo. Ne parliamo con Riccardo Villari, sottosegretario ai Beni culturali con delega su Pompei; Matteo Orfini, deputato e responsabile cultura del Pd; il giornalista e scrittore Roberto Ippolito e, in collegamento da Parigi, Vittorio Sgarbi.

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10 Commenti su Gli ultimi giorni di Pompei?

  1. Imprenditori francesi interessati al restauro?
    Ma per piacere!

    Ce lo ha detto il sott.rio Villari a cosa sono interessati: “c’è un gruppo di imprenditori francesi pronti a spendere 200 milioni all’interno del sito archeologico in presenza di un serio progetto di investimenti nelle infrastrutture all’ esterno degli Scavi” (v. Il Mattino 7 ottobre 2011)

    Vale a dire: un po’ di soldi di sponsorizzazione (adeguatamente defiscalizzati dalla legge francese) in cambio di concessioni per alberghi, ristoranti, parcheggi e altre strutture voluminose per turisti.

    Una sponsorizzazione ben diversa da quella di Della Valle per il Colosseo.

  2. Rosa il 02 nov 2011 alle 15:00
  3. “Rai asseconda diktat politica. Vertice autolesionista, no a trasmissione programma per miopia” di Nino Rizzo Nervo
    ed io aggiungo : Meno male che c’è Michele Santoro !

  4. adriana il 02 nov 2011 alle 17:14
  5. Le assunzioni promesse si faranno e quando?

  6. Cecilia il 03 nov 2011 alle 8:35
  7. Pompei…
    sembra ridicolo.. 2000 anni sotto la cenere ed è rimasta perfettamente conservata.
    200 anni nelle nostre mani e sono macerie…

    Non è che per conservarla è il caso di ricoprirla di ceneri e lapilli nuovamente?
    Così magari tra 2000 anni potrebbe trovare persono che la sappiano mantenere in degno stato.

    provocazione??
    mahhhhh

    cordialmente
    massimo bosetti

  8. massimo il 03 nov 2011 alle 8:42
  9. Per il sito archeologico di Pompei in base al dl 34 di marzo 2011 sono state autorizzate le assunzioni di 20 funzionari tra architetti e archeologi che però non sono state mai realizzate. Il comitato idonei del Mibac si è adoperato e adopera per l’assunzione del personale che è stato largamente pubblicizzato ma mai realizzato. Queta è l’ultima lettera inviata al ministro Galan:

    “Onorevole Ministro, e’ passato un anno da quando i rovinosi avvenimenti di Pompei diventarono in tutto il mondo l’emblema di un patrimonio culturale in abbandono, e oggi un nuovo crollo ci ricorda che i problemi sono ancora irrisolti. Neppure le agognate risorse umane di alto profilo tecnico che dovevano essere attinte dalle graduatorie degli idonei del concorso bandito dal MIBAC in data 14 luglio 2008 sono arrivate a supportare l’attivita’ di tutela e salvaguardia del Ministero, a dispetto dell’esplicita volonta’ politica di assumere nuovo personale qualificato.

    Il suo insediamento a capo del dicastero aveva segnato una svolta concreta nelle politiche del governo, sancito dall’approvazione del decreto legge c.d. Omnibus (DL 31 marzo 2011, n. 34, Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonche’ per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo) che ha autorizzato l’assunzione di 180 unita’ (in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 8-quater, del decreto-legge n. 194 del 30 dicembre 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25 del 26 febbraio 2010), attinte dalle graduatorie degli idonei dell’ultimo concorso arrivato dopo un attesa decennale.

    Il decreto ha sancito la volonta’ politica di ridurre le carenze di organico, che stanno rendendo inattuabili le politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Tutto sembrava far presagire una nuova stagione nel modo di concepire e gestire le Soprintendenze, che tornavano ad essere considerate, dopo tanti anni, organi tecnici di alto profilo e non valvole di sfogo per l’assorbimento di personale proveniente da enti dismessi.

    Ma nonostante il decreto Omnibus fosse immediatamente esecutivo, come ha dimostrato il repentino aumento delle accise sul carburante, l’Amministrazione non ha proceduto alle assunzioni, neppure dopo la conversione in legge. In seguito e’ arrivata la manovra di ferragosto (DL 138/2011) e un nuovo presunto blocco delle assunzioni, ma in realta’ all’art. 1 comma 4, e’ evidente che il blocco trova applicazione a partire dal 31 marzo 2012, e che quindi c’erano e ci sono ancora i tempi per dare corso alle norme di legge.

    In data 22 settembre si e’ svolta davanti alla sede del Ministero una manifestazione del Comitato, e Lei ha dimostrato grande attenzione ed umanita’ nell’incontrarne i rappresentanti, ascoltarne le richieste e garantire per una soluzione alla situazione di stallo entro il mese di ottobre, assicurando che tutte le procedure sarebbero partite.

    Abbiamo fortemente apprezzato il suo intervento in CdM, con l’inserimento nel ddl Stabilita’ della norma interpretativa per facilitare le assunzioni e le disposizioni per la formazione della graduatoria nazionale per le chiamate a Pompei, ma e’ notizia di qualche giorno fa lo stralcio dei relativi commi dal provvedimento.

    Purtroppo ad oggi, passato un mese dal nostro presidio, con la legge di conversione (cosiddetto decreto Pompei) approvata da 5 mesi, la situazione e’ ANCORA di stallo totale e le disposizioni politico-amministrative ribadite a piu’ riprese risultano ancora completamente disattese e inattuate. Questo nonostante l’emergenza a Pompei e nel resto d’Italia si faccia sempre piu’ critica, proprio in un momento in cui il nostro Paese e’ considerato un sorvegliato speciale dall’UNESCO.

    Sarebbe quindi necessario fare chiarezza sulla situazione sopra descritta, ma soprattutto sarebbe auspicabile che la burocrazia, lungi dal contrapporsi agli indirizzi di Governo, si adoperi per risolvere i problemi formali e passare ai fatti.

    Non ci resta che rivolgerci direttamente a Lei, Onorevole Ministro, e chiedere un suo intervento che dissolva i dubbi che in questi giorni di manovre, correttivi e tagli stanno minando fortemente la credibilita’ delle istituzioni e trasformando le rassicurazioni in vane promesse. Le chiediamo che si dia corso immediatamente alle disposizioni contenute nel DL 34/2011, avviando le necessarie procedure e che venga inserita nel Decreto Sviluppo, di imminente approvazione da parte del CdM, una norma che deroghi il MIBAC dall’obbligo di effettuare l’ulteriore taglio del 10% previsto dall’art. 1 comma 3 del DL 138 del 13 agosto 2011 , prescrizione che rischierebbe di vanificare gli sforzi da lei affrontati fin qui per salvaguardare il Suo Ministero.
    Le porgiamo i nostri più cari saluti.
    23 ottobre 2011″

  10. comitato idonei Mibac il 03 nov 2011 alle 8:44
  11. Ma le assunzioni quando si faranno dato che c’è un decreto già approvato a marzo e già diventato legge che le autorizza????

  12. Gabriella il 03 nov 2011 alle 8:48
  13. Ma le assunzioni tanto promesse per Pompei ce lo sa dire il sottsegr. Villari quando verranno fatte?oppure sono state le solite promesse al vento? parla di 160 persone ma non lo sa che i 168 sono per tutta ITalia di cui 20 per Pompei?

  14. id il 03 nov 2011 alle 8:49
  15. certo …. fare prevenzione senza le nuove assunzioni mi sembra davvero difficile ….

  16. Michele il 03 nov 2011 alle 12:41
  17. il conduttore:non sia di parte,o no? faccia dire le verita’fesserie dette da onorevole fini che difende non he operaio i soldi non li sudano stanno rovinando l?italia con polemiche infantili saluti

  18. nicola il 10 nov 2011 alle 8:52
  19. In merito al reclutamento di 13 archeologi da assegnare alla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei, la Federazione Archeologi Professionisti (FAP) denuncia con fermezza la totale inadeguatezza dei criteri di formazione della lista nazionale degli idonei e la superficialità adottata per la compilazione del decreto, che va in totale deroga al principio del Concorso del 2008, essendo stato bandito su scala regionale e non nazionale. Pertanto non si comprendono i criteri ‘razionali’ ed ‘espliciti’ posti alla base della graduatoria pubblicata che, a nostro avviso, non ha alcun valore nazionale.
    La Federazione Archeologi Professionisti, essendo consapevole che urge potenziare le strutture pubbliche della tutela, auspica prima di tutto che ciò avvenga attraverso un sostanzioso incremento del personale tecnico-scientifico delle Soprintendenze, da assumere con criteri di selezione, trasparenti, oggettivi ed attenti ai livelli di competenza. La vicenda a cui si assiste nega valore alle competenze e non permette un percorso lineare di adeguamento dell’organico delle strutture preposte alla Tutela, replicando una politica di intervento basata su una malleabile e pratica attività di ‘improvvisazione’.
    La Federazione Archeologi Professionisti sostiene a tal riguardo la formulazione di un nuovo concorso pubblico di reclutamento, soprattutto nelle Regioni escluse nel 2008, per aprire una stagione di regole certe e ribadisce la necessità di concepire e programmare per il prossimo futuro un sistema di riforma strutturale della politica dei Beni Archeologici a partire dal riconoscimento della figura dell’archeologo e dalla definizione di nuovi profili tecnico-professionali, base per il rinnovamento delle piante organiche degli uffici di Soprintendenza. Bisogna tentare di fermare meccanismi che agiscono solo e soltanto su stati di emergenza. Si tratta di stabilire le regole di una buona amministrazione e di indicare quali siano le migliori strategie di intervento per costruire un sistema di tutela e promozione migliori.
    Per tali ragioni si invitano i Signori Soprintendenti, le Direzioni Generali e gli archeologi tutti, a vigilare ed a difendere la corretta prassi, per tutti garanzia di efficienza e di equità.

    Salerno, 16 dicembre 2011 LA FEDERAZIONE ARCHEOLOGI PROFESSIONISTI

  20. FAP- Federazione il 16 dic 2011 alle 18:23

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