Rai 3

24 novembre Gli impressionisti

Agorà, Talk

Ottimi i riscontri ottenuti da Mario Monti a Strasburgo. Angela Merkel e Nicolas Sarkozy si sono detti rassicurati dalle riforme presentate dal nostro presidente del Consiglio. Intanto il neoministro del lavoro e del welfare, Elsa Fornero, intervenuta all’assemblea della CNA, ha dato assicurazioni che il processo di riforma delle pensioni è a buon punto e ha bisogno solo della stretta finale e ha parlato di una cultura e di un’educazione al rigore, più che di un rigore quantitativo, e di calibrare i sacrifici sulla capacità dei soggetti di sostenerli. L’intervento del ministro è stato apprezzato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani. Siamo finalmente al punto di vedere in azione in nuovo governo? Ne parliamo con Italo Bocchino, deputato di Fli; Cesare Damiano, deputato Pd; Raffaele Fitto, deputato Pdl; Alessandro De Nicola, economista e presidente dell’Adam Smith Society; il politologo Gianfranco Pasquino e il giornalista Massimo Teodori.

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9 Commenti su Gli impressionisti

  1. Dite pure alla Sig.fornero che nel suo piemonte canavesano lavorare in fabbrica è una cosa seria e molto faticosa,provare per credere,modificare ancora le pensioni nonè è non deve diventare una priorità per il governo Monti

  2. giampaolo il 24 nov 2011 alle 18:15
  3. Gli agnostici governanti si occupino dell’evasione fiscale e dell’efficienza del settore dell’amministrazione pubblica

  4. giampaolo il 24 nov 2011 alle 18:18
  5. Premiate la professionalità nel sistema e licenziate le clientele e gli inetti assurti ad incarichi di responsabilità che limitano efficienza e prestazioni

  6. giampaolo il 24 nov 2011 alle 18:21
  7. Le “proposte indecenti” che senza dubbio gli intellettualmente corrotti membri dei “pollli” 1,2,3,faranno loro considerandoli poveri eruditi e politicamente IGNAVI

  8. giampaolo il 24 nov 2011 alle 18:31
  9. Siamo stanchi di essere un99% che non conta niente demagogia e retorica belle ma non riempiono la pancia e non alimentano speranze disattese

  10. giampaolo il 24 nov 2011 alle 18:34
  11. i disatri attuali partono da miopi politiche econbomico-industriali che,complici i sindacati, hanno sottratto potere d’acquito abolendo la”SCALA MOBILE” Abbiate il coraggio e la lungimiranza di reintrodurla quella si quale priorità

  12. giampaolo il 24 nov 2011 alle 19:00
  13. IL TEATRINO CONTINUA, MA SECONDO VOI E’ POSSIBILE CHE I POLITICI ITALIANI NON SONO HA CONOSCENZA DELLE RIFORME IMPRESSIONANTI CHE DEVONO ESSERE ATTUATE IN ITALIA.
    SOLO IL POPOLO SOVRANO NON E’ A CONOSCENZA LA CASTA CHE HA INTERESSI DI POTERE SA TROPPO BENE QUEALE E’ IL FUTURO DEL PAESE

  14. LUCIANO il 25 nov 2011 alle 7:12
  15. E se a causare la crisi mondiale fossero volutamente proprio gli americani?
    Tempo fa leggevo che ai paesi asiatici emergenti quali Cina e India non dispiacerebbe contrattare in euro.
    Una iniziativa del genere porterebbe la finanza americana tipo Warren Buffett o J.P. Morgan o Goldman sachs a soffrire del cambio sfavorevole euro/dollaro.
    1 miliardo di dollari si tradurrebbe in 739 milioni di euro mentre per gli europei “conquistare” l’America sarebbe più facile.
    Se l’Euro saltasse il problema si risolverebbe automaticamente e il dollaro tornerebbe alla sua posizione di predominio.
    A questo punto bisogna mettere in crisi l’europa cercando di far saltare gli anelli della catena ovvero le nazioni. Ma per ottenere il massimo risultato devono saltare le nazioni più forti ovvero Germania, Francia, Italia/Spagna.
    Come fare?
    Semplice, basta immettere sul mercato secondario una valanga di titoli di debito dello stato che via via viene preso di mira. Si inizia con le nazioni più deboli tipo Grecia, Portogallo, così La BCE inizia ad impiegare un po’ di miliardi di euro e si indebolisce, si continua con Italia, Spagna, Francia e…
    Con un surplus di titoli sul mercato la nazione che indìce l’asta per la vendita di nuovi titoli è costretta ad aumentare i tassi di interesse per rendere i titoli stessi più appetibili fin quando il tasso supererà la soglia critica oltre la quale la nazione non riuscirà più a pagare gli interessi.
    Oltre un certo punto la BCE non potrà più acquistare titoli per calmierare il mercato e… Boom!
    Lo stato dovrà andare in default uscendo dall’euro e lasciando il resto d’europa molto più indebolito.
    Inoltre, negare prestiti alle banche europee o concederli con spese altissime (come sta succedendo da un paio di mesi in qua) porta a tenere sotto controllo eventuali erogatori terzi di prestiti agli stati.

  16. Eriberto il 25 nov 2011 alle 7:24
  17. Questi sono i post da giunflesseone Ma com’è che era pettinata quella sciacquetta di elisa? Non trovo le foto…

  18. Paxuist il 09 feb 2012 alle 8:46

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