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30 novembre Non è un paese per donne

Agorà, Approfondimento, Talk

Tra gli obiettivi del nuovo governo, come annunciato dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti: “Assicurare l’inclusione delle donne nella vita lavorativa” del nostro paese. L’Italia però resta, al momento, fanalino di coda e nella classifica europea della disoccupazione femminile è al penultimo posto. Ne parliamo con: Giulia Bongiorno, deputato di Fli e presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati; Isabella Covili Faggioli, vicepresidente AIDP e i giornalisti Monica d’Ascenzo e Vittorio Feltri.

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9 Commenti su Non è un paese per donne

  1. Vorrei segnalare, a proposito della discussione sull’argomento, questo “interessantissimo” articolo uscito su Libero giusto ieri:

    http://letteraviola.it/2011/11/libero-shock-togliete-i-libri-alle-donne-e-torneranno-a-far-figli-foto/

    Evelina, studentessa di Pari Opportunità

  2. Evelina il 01 dic 2011 alle 8:28
  3. Vi prego di non dimenticare di commentare durante la trasmissione il seguente articolo:

    http://www.liberoquotidiano.it/news/881722/Togliete-i-libri-alle-donne-torneranno-a-far-figli.html

  4. maurizio salvi il 01 dic 2011 alle 8:39
  5. Feltri per fare scena diventa assurdo e poco serio.Si guardi alle altre nazioni europee per quanto concerne il trattamento della maternità e le provvidenze per la famiglia. Il problema si sta eludendo o sottovalutando. Monti sta finalmente guardando a queste gravi distorsioni. Purtroppo chi gli sta intorno cercherà in tutti i modi di frenarlo o distoglierlo dal realizzare quanto ha per ora solo annunciato a grandi linee. E’ da considerare che Monti non è un ciarlatano piazzista come il suo predecessore e cercherà di essere garbatamente incisivo . Gli Italiani sono per ora con lui e aspettano non completamente fiduciosi,ma alquanto speranzosi. Vittorio Feltri,valido e intelligente giornalista,considerato il suo cammino che andrà fra non molto a concludersi,dovrebbe diventare più serio e guardare a fondo i problemi,anziché trattare o evidenziare in modo assurdo problematiche marginali.

  6. Nicolag il 01 dic 2011 alle 8:48
  7. Le donne vanno tutelate , anche perchè ci troviamo in un paese totalmente maschilista. Sono mamma di due bimbe una con dei problemi di salute, ho sempre lavorato ho chiesto il part time per gestire il tutto mi è stato rifiutato…per non parlare della legge sulla maternità punite con lo stipendio al 30 %, dopo i tre mesi di maternità obbligatoria la paga viene dimezzata al 30 % …questo devo ancora capirlo….

  8. LUCIA il 01 dic 2011 alle 8:52
  9. Diriti uguali per tutti a prescindere dal sesso età stato civile. Meritocrazia, no quote rosa. Agevolazioni per nascita figli uguali per tutti. Se si rispetta ciò, veramente! tutto funzionerà meglio,con semplicità e giustizia.

  10. Nicola il 01 dic 2011 alle 8:53
  11. Gentili signore e signori,

    Sono una Italiana residente all’estero e Vi posso assicurare che anche nei Paesi del Nord, dove in generale la donna é piú tutelata che in Italia, le donne vengono discriminate sui posti di lavoro. Non so se é perché sono straniera, ma io persi il lavoro pochi anni dopo la nascita di mio figlio ed a causa di un superiore tradizionalista che mi negó la possibilitá del telelavoro, possibilitá offerta a tutti gli altri dipendenti. Molto probabilmente pensó cosí di potermi umiliare e costringermi a concedergli alcuni favori personali a livello sessuale, sapendo che io avevo bisogno del lavoro. Io non cedetti e lo denunciai alle autoritá competenti dell’azienda, purtroppo con il risultato succitato. In tutti gli anni che lavorai onestamente, non fu la prima volta che lasciai o fui costretta a lasciare il mio posto di lavoro per suddetti motivi. Ho sempre eseguito le mie mansioni con diligenza ed ora che ho 45 anni ed un figlio, un mutuo da pagare, non servo piú e posso anche ritornarmene da dove sono venuta?! Queste sono le parole testuali di uno dei miei datori di lavoro. Anche mio marito non comprende che io vorrei contribuire al ménage casalingo e non vuole andarsene dal suo Paese natale. Non ho una famiglia alle spalle che mi possa sostenere e mi sento in trappola.
    Ho studiato, parlo piú lingue, ma nonostante ció non riesco a trovare lavoro, perché “troppo vecchia”, “troppo cara”, “non flessibile in quanto mamma”, “senza le qualifiche giuste al 100%”, etc. Insomma: non illudetevi che all’estero le cose vadano meglio, sopratutto se siete straniere/i.
    Cordiali saluti,

  12. Anna il 01 dic 2011 alle 9:18
  13. Perchè quando si parla di lavoro femminile si dice,sempre,”andare in ufficio”?In Italia non lavorano solo avvocatesse,manager e impiegate ma anche moltissime operaie che fanno lavori logoranti , sono pagate meno dei loro colleghi e ,probabilmente ,in televisione sono impresentabili.Cordiali saluti.

  14. Delia Cossali il 01 dic 2011 alle 9:20
  15. Non capisco perchè un problema semplicissimo come un maggiore utilizzo della donna in ambito lavorativo,
    debba essere risolto con l’imposizione per legge verso i datori di lavoro che farebbe solo aumentare la
    disoccupazione. Se l’aumento della natalità è un bene per l’Italia deve essere la società, cioè lo stato ad
    assumersi in toto i rischi e gli oneri della maternità e non delegarli in gran parte ai datori di lavoro, come fà adesso,
    solo così le donne saranno assunte in numero maggiore e senza discriminazioni.
    Grazie per l’opportunità che ci date di esprimere il nostro pensiero.

  16. Rodolfo il 01 dic 2011 alle 9:35
  17. 57 ANNI CASALINGA ASPETTAVO CON ANZIA DI ARRIVARE A 60 ANNI X LA PENSIONE DI VECCHIAIA COME FACCIO VEGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  18. GIUSEPPE il 07 dic 2011 alle 11:05

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