Monti: il dissenso della vita
Gli esiti del tavolo governativo sulla Tav, lo stato dell’arte sulle riforme in corso, il ruolo reclamato dai partiti politici, e, a sorpresa, una bozza di riforma istituzionale che modifica il bicameralismo perfetto, riduce il numero dei parlamentari e aumenta i poteri del presidente del consiglio: la settimana si apre all’insegna di questi temi. Ne parliamo con: Benedetto Della Vedova, deputato Fli; Carla Cantone, segretario generale SPI Cgil; i giornalisti Riccardo Barenghi, Massimo Mucchetti, Lanfranco Pace.
12 Commenti su Monti: il dissenso della vita
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Come può non essere all’ apice della Corruzione mondiale un paese come l’Italia,
che ha avuto come Presidente delConsiglio un delinquente che faceva leggi quali
Le limitazioni alle “Rogatorie internazionali”,
La depenalizzazione del “Falso in bilancio”,
La riduzione dei “Tempi di prescrizione”,
La tentata “Esenzione dai processi per le cariche istituzionali”,
La tentata “Eliminazione delle intercettazioni telefoniche”,
ecc…
che hanno favorito ogni sorta di Corrotti e Delinquenti,
pur di salvare Berlusconi dalla meritata galera,
che l’ ineffabile governo Monti
si guarda bene dall’ abolire
per favorire la venuta in Italia di aziende straniere
che ci evitano come i più scellerati paesi
del narco-traffico mondiale!!!!!
Per quanto la risposta di Monti alla questione Tav, mi chiedo come in tre ore lui e i suoi collaboratori, abbiano potuto analizzare 20 anni di documenti e di proteste. Inoltre negare a priori il dialogo fa pensare ad uno stato autoritario che non ascolta i suoi cittadini che protestano. Credo dovrebbe convocare i sindaci della valle interessati dall’opera e ascoltarli (negli anni passati ai tavoli di discussione sono sempre e solo stati invitati i sindaci favorevoli, perchè il loro territorio , sempre all’interno della Valle di susa, non è interessato dall’opera). Anche parecchi professori universitari suoi colleghi hanno firmato un appello con le ragioni del NO. Confrontarsi con loro credo sarebbe un’altra forma di dialogo democratico.
Mi pare che vent’anni di confronti dovrebbero bastare. Dove sono i verdi che combattono sempre l’inquinamento? pensate se si potessero eliminare tutti i camion dalla valle!!
I politici sembrano confusi riguardo alla TAV , non si sono documentati abbastanza ed invocano ( è l ‘ unanime refrain ) una democrazia forte ( cfr . Della Vedova , ospite da Voi questa mattina ) che bypassi i dissensi ( pur fisiologici ne confronto ) . Basterebbe quest opera a riproporre l ‘ immagine dell ‘ Italia nel mondo , come si è detto in studio , potremmo tutti addormentarci su sette cuscini . Non solo non basta , ma non possiamo permetterci che essa si traduca in fallimento .
Avrebbe più senso concentrarsi sulle ” piccole ” opere che certamente piccole non sono se , migliorando la qualità del vivere quotidiano , favorirebbero la compattezza sociale e la rispondenza tra iniziative pubbliche e bisogni reali . La questione TAV riflette lo scollegamento che si è creato tra i governi dell ‘ imprenditoria e delle banche con i cittadini privi di potere contrattuale .
Non mi sembra che i politici siano ben documentati sul tema TAV : le loro risposte sono un refrain : una democrazia FORTE ( come diceva stamattina Della Vedova ) può e deve aggirare i dissensi . Basterebbe poi questo a riproporre l ‘ immagine del Paese nel mondo , potremmo dormire su sette cuscini . Invece , non solo non basta ma non possiamo permetterci uno scacco .
Sottoscrivo quanto detto da Antonella .Da 10 anni partecipo a incontri di approfondimento del tema ed è stupefacente in questi giorni sentir parlare tante persone di una cosa che,in modo molto evidente ,non conoscono per nulla o molto poco.
Sarò un po’ maliziosa ,ma i conduttori di rai3 su questo argomento mi paiono un po’ troppo fedeli al loro partito di riferimento .Dott. Vianello,venerdì al moviolone invece di far passare la reazione stizzita di Bersani a”"Servizio Pubblico”non si poteva mandare anche solo un minuto dei dati documentatissimi di travaglio (che non è un campione di simpatia)ma che avrebbe concorso a saperne qualcosa di più?
Vorrei ancora dire a Barbara che il trasporto delle merci su rotaia è caro tant’è che in Francia ha in parte fallito. In Svizzera funziona perchè c’è una tassa in più sugli autotrasportatori per scoraggiare la gomma.Ma lei pensa che nel nostro paese si possa fare una cosa simile? Ci crederebbe solo Alice nel paese delle meraviglie!!!
X mariangela: vorrà dire che sono Alice nel paese delle meraviglie ma preferisco sempre il trasporto su rotaia, vogliamo dire che alla val di susa non interessa andare avanti? (in effetti già si capiva dagli impianti sciistici che sono del’età della pietra)
Basterebbe consultare sul sito Wikipedia “Progetto di ferrovia Torino-Lione per rendersi conto che è necessario rinunciare a quell’opera. Perchè investire lì 100-150 miliardi di euro? Si, così tanti perchè l’opera presenta difficoltà tecniche ben superiori alla Milano-Torino che è costata 4 volte più del preventivato ed anche della Roma-Milano che è costata 7 volte più del preventivato! Il nostro traffico su gomma e dal sud verso il nord e non da e per la Francia. Il nostro maggior partner commerciale è la Germania. Si facciano linee ad alta capienza da Gioia Tauro per far decollare quel porto e poi la Taranto-Bari-Salerno.Non dividiamo di più l’Italia bensi uniamola!
Perchè far passare il corridoio europeo est-ovest Lione-Kiev per Torino che è sul parallelo di Sebastopoli e quindi oltre 1000km più a sud? Perchè non per Basilea-Monaco-Vienna? Forse quei treni serviranno per il trasporto delle scorie nucleari ed i tedeschi non li vogliono? Il nostro traffico su gomma è tra nord e sud e non certo tra est ed ovest. Investiami i 100-150 miliardi di euro che finirebbe per costare l’opera (esperienza insegna) per collegare Gioia Tauro, Taranto-Bari Salerno con il nord Europa sulle direttrici Brennero e San Gottardo.