Il vecchio e il (wel)fare
Christine Lagarde, direttore operativo del Fondo monetario internazionale, ha lanciato un allarme: l’aumento significativo dell’età media della vita porterà alla crisi i sistemi pensionistici degli stati. Ne parliamo con: Giuliano Cazzola, deputato Pdl; Cesare Damiano, deputato Pd; Carla Cantone, segretario Spi-Cgil; Nicola Sartor, economista; Stefano Zecchi, scrittore e docente di Estetica all’Università di Milano.
8 Commenti su Il vecchio e il (wel)fare
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Sul problema delle pensioni HO UN’IDEA CHE RIBADISCO DA TEMPO:
sono una ex docente di diritto commerciale dell’università di Messina appassionata anche ai problemi economici della collettività.
Secondo me, posto che (non sono in possesso dei numeri esatti) esiste in Italia una grossa parte di pensionati medio-alti (2.500 euro mensili in sù) con figli o giovani parenti che non riescono a trovare lavoro, se esistesse un modo per offrire a queste persone la possibilità (cambiando il capitolo di spesa da INPS O INPDAP a spesa pubblica) di rinunziare a metà (o di più o di meno) della propria pensione in cambio di un lavoro remunerato, per una cifra di pari importo a quella cui si rinunzia, ovvero un posto di lavoro (in base al titolo di studio o alle capacità) in favore di un figlio o altro parente, la collettività non ne risulterebbe avvantaggiata? AL POSTO DI UNA FETTA DI SPESA “MORTA” PER 20 ANNI O PIU’ (certamente non si potrebbe offrire una tale opportunità a pensionati al di sopra di una certa età, presumibilmente prossima al decesso), SI OFFRIREBBERO SERIE POSSIBILITA’ PER I GIOVANI IN ATTESA DI LAVORO PRODUTTIVO che, purtroppo, vanno sempre più assottigliandosi!
Nella speranza che abbiate il tempo di leggere e valutare, e sottoporre a economisti e sindacalisti esperti!
I signori della politica riflettono! la legge sulle pensioni l’hanno fatta in una notte,ma non riescono a fare uno straccio di legge che li riguardi! finanziamento ai partiti;soppressione Enti inutili;le consulenze esterne(scandalose)in presenza di professionalità interne;patrimoniali reali ai grandi patrimoni;e che dire delle esenzioni riguardanti le Fondazioni senza alcuna distinzione? TUTTI A CASA. Non è vero che non sono tutti uguali! SONO TUTTI UGUALI
Non preoccupiamoci dell’arrivare agli 80 anni… le economie sul sistema sanitario risolveranno presto il problema.
Con questa riforma la prossima generazione gli anziani non saranno più il welfare che manca, ma saranno loro a dover essere mantenuti dai propri figli … chi ce li ha.
Ho 68 anni, sono un insegnante in pensione e attualmente oltre ad occuparmi di volontariato faccio il docente (ho il titolo di micologo) nei corsi di micologia organizzati da vari enti pubblici. Per risolvere il problema dell’anzianità proporrei la riattivazione dei forni crematori al raggiungimento dei 65 anni di età. Eviterebbe anche a noi anziani di assistere impotenti a tanto degrado e all’arricchimento di pochi e alla povertà del resto del mondo.
A proposito di riforma delle pensioni, di esodati e della vita che si allunga… perché i vitalizi dei parlamentari sono considerati diritti acquisiti? I vitalizi dei parlamentari sono solo uno dei PRIVILEGI che loro stessi – con un regolamento – si sono confezionati su misura, come un vestito di sartoria. L’estate scorsa , il settimanale l’Espresso ha pubblicato l’elenco di quanti oggi già godono del vitalizio parlamentare e della cifra corrisposta ad ognuno. Accanto a quest’ultima, andava indicata anche l’età di chi ne usufruisce…. persone che con una, due legislature già a cinquant’anni hanno maturato questo incomprensibile emolumento e potranno goderne anche per altri 40 anni!!! Perché invece ai parlamentari non si corrisponde un’indennità di servizio sugli anni effettivi in cui si è lavorato?
complementi per la puntata interessante e ricca di ospiti degni. saluti
I guru dell’ FMI non hanno nemmeno l’ intelligenza sufficiente per capire che,
come già successo con la meccanizzazione dell’ Agricoltura,
l’ informatizzazione di Banche, Autostrade, ecc…
la manodopera necessaria a produrre i consumi dell’ intera umanità
é ormai crollata al 50% di coloro che sono in cerca di lavoro e,
con un’ automazione sempre più diffusa,
stà crollando al 10%, 1% ecc…,
rendendo sempre più necessaria la riduzione dell’ orario di lavoro
a parità di un salario non più fallimentarmente corrispondente alla maggior capacità della singola nazione,
o del singolo gruppo,
o degli anziani di domani,
mandando a rotoli tutta la collettività mondiale,
di strapparlo con la forza alle nazioni o ai gruppi più deboli,
ma semplicemente corrispondente alla quantità di consumi per individuo che il pianeta,
meglio ancora se unito in un ‘unica nazione planetaria
di totalmente eguali miseri batteri
totalmente condizionati dall’ ambiente naturale che li ha generati,
e che li ha già condannati al più naturale sterminio cosmico,
può fornire.