Sprechi: spending e spanding
E’ giusto vendere il patrimonio dello Stato per risanare le casse pubbliche? E da dove è bene cominciare? Ne parliamo con: Guido Crosetto, deputato Pdl; Sergio D’Antoni deputato Pd; Gaetano Benedetto, responsabile Politche ambientali Wwf; i giornalisti Dino Pesole ed Emiliano Fittipaldi.
5 Commenti su Sprechi: spending e spanding
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Da troppi anni si gira attorno alla necessità di vendita dei gioielli di famiglia, un pò per necessità ma anche per progressivo decadimento per le mancate manutenzioni ad esempio per immobili inutilizzati. Ma credo che andrebbe introdotto un vincolo per cui il compratore non possa rivendere, entro un periodo minimo (5 anni ? ) ad un prezzo superiore rispetto a quello pagato per acquisirlo, tenuto conto di variazione del potere acquisto e quant’altro. Semmai la plusvalenza andrebbe ristornata alle casse dello stato. E’ prevedibile, laddove fossero immessi nel sistema beni appetibili, una corsa all’intrallazzo.
Più che vendere il patrimonio dello stato troverei giusta una ristrutturazione (così si da lavoro alle imprese) per poi trasferirci gli uffici e i Ministeri per i quali lo stato paga gli affitti.
Dimezzare il n° dei parlamentari. Poichè entrare in politica non deve essere un affare, ma una missione: diminuire drasticamente gli stipendi dei parlamentari e dei ministri; togliere tutti i privilegi ai politici a tutti i livelli (sanità, trasporti ecc.). Mettere un tetto max alle pensioni erogate dallo Stato. Diminuire drasticamente le auto blu. Diminuire drasticamente i costi del Quirinale e quindi anche tutto l’apparato di sicurezza che gravita attorno al presidente compreso quello impegnato delle sue residenze.
Quei poliziotti possono venire meglio occupati in zone a rischio.
Crosetto sbaglia quando dice che chi lavora “onestamente” e chi genera il buco guadagnano lo stesso e sono sullo stesso piano di garanzie sul lavoro. Spesso chi genera il buco sono collegati con politici o sindacati e alla fine vengono ripagati con somme accessorie, avanzamenti di carriera e guadagnando notevolmente di più di chi cerca di stare alle regole, sempre difficili da rispettare o interpretare, e alla fine le garanzie non sono le stesse perchè le ritorsioni sono infinite e se cadi in depressione, come me, il licenziamento è già pronto sulla scrivania … saluti Elvio
BELIN! Si DEVE INIZIARE DALLE PALANCHE ! Un Italia in affondo completo! Sia di partiti sia dei tecnici in quanto CONTINUANO a violare più ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA ! FALLIMENTO !
Bisogna richiedere i danni Patrimoniali, Esistenziali e Morali subiti da disoccupati forzati e precari alla Corte di Giustizia e dei diritti dell’Uomo di Strasburgo! Inoltre l’Italia oltre a violare l’Art:1 viola gli Articoli della Dichiarazione dei diritti dell’Uomo!
Morando